26/1/2009
Ma non solo. Un padre, che in assenza di leggi, ha colmato i vuoti, passaggio legale dopo passaggio legale, dai primi passi mossi insieme all’avvocato Maria Cristina Morelli a questi ultimi che l’hanno portato a vincere anche in Cassazione, ha quindi il “diritto-potere” di esercitare come di rifiutare le cure in nome e per conto di sua figlia. Papà Beppino, che dal 2000, diceva di essere “la voce di Eluana”, può dunque farla sentire e sostenere che quell‘“invasione di mani altrui”, dopo 17 anni e otto giorni di stato vegetativo persistente, va rifiutata. C’è un passaggio ancora più profondo, che va in contrasto con alcune richieste della curia torinese: l’obiezione di coscienza, dice il Tar, in questo caso non c’è. Infine, se questo è il quadro, la Regione Lombardia non può negare di sospendere le cure e deve anche indicare la struttura adeguata.