26/1/2009
Da un lato Obama ha celebrato la sentenza Roe v. Wade, come una decisione che «protegge la salute delle donne e la libertà di riproduzione» e riafferma il principio «che il governo non dovrebbe entrare nelle faccende private di una famiglia « e «nella scelta delle donne». Dall’altro Obama ha ricordato «la delicatezza e il potenziale controverso» dell’ argomento: «Qualunque sia la nostra posizione, siamo uniti nella determinazione a prevenire maternità involontarie, ridurre la necessità di far ricorso all’aborto e sostenere le donne e le famiglie nelle loro decisioni». Già in campagna elettorale Obama aveva cercato un terreno comune, difendendo la legalità dell’ aborto descrivendolo come «una situazione sempre tragica ». Un altro imminente decreto del neo-presidente è stato in qualche modo anticipato ieri da una decisione della Food and Drug Administration. L’ente federale che veglia sull’ industria alimentare e farmaceutica ha autorizzato un’ azienda biotecnologica californiana, la Geron Corp., a sperimentare una nuova terapia per le vittime di lesioni spinali, a base di staminali embrionali. E’ il primo studio al mondo, condotto sull’uomo, che usa cellule embrionali umane. Casualmente o meno, la decisione della Fda avviene a tre giorni dalla fine dell’Amministrazione Bush, che aveva introdotto il divieto totale ai fondi pubblici per la ricerca sulle staminali. La Geron userà finanziamenti privati e quindi aggira il bando. Ma il segnale verde di un organismo federale a una procedura che la precedente Amministrazione considerava tabù appare in piena sintonia con il nuovo governo: Obama dovrebbe infatti abrogare entro qualche giorno il bando ai contributi statali per la sperimentazione che fa uso di cellule embrionali.