20/2/2009
Le dichiarazioni sono contenute in un intervento a Micromega che ne ha diffuso una sintesi. Beppino Englaro parteciperà alla manifestazione attraverso un collegamento telefonico perchè «i cittadini, che hanno le idee molto più chiare dei nostri parlamentari, devono tutelare i propri diritti fondamentali che questa legge mette in discussione preparando il terreno per un vero e proprio Stato etico». Se la legge in discussione in parlamento dovesse essere approvata, Englaro si augura una rapida abrogazione da parte della Corte Costituzionale oppure quella del referendum sarà una via obbligata, vista la «manifesta anticostituzionalità di una legge che nega le libertà fondamentali dei cittadini». «La decisione sulla propria vita deve essere affidata a chi la vive» ha concluso Beppino Englaro. Nel frattempo è lite nel Partito democratico sia sul ddl di maggioranza che sull’ipotesi di un referendum per tentare di abrogarlo se divenisse legge. Alta la tensione tra la “teodem” Paola Binetti e il chirurgo Ignazio Marino. Quest’ultimo aveva rilanciato, ospite alcuni giorni fa di un convegno dei radicali, l’idea di una consultazione popolare qualora il Parlamento approvasse una legge che nega la libertà dei pazienti di scegliere, o rifiutare, le terapie a cui sottoporsi. La Binetti raccoglie il guanto della «sfida» ed esorta ad una «battaglia culturale» per far naufragare il referendum. Segni di una fibrillazione interna al Pd già emersi nella giornata nelle aule parlamentari. Quando un voto mattutino nella commissione Sanità del Senato sancisce l’inconciliabilità delle diverse anime del Partito democratico sulle questioni di bioetica.