ROMA - «Sono veramente incavolato, arrabbiato, amareggiato per l’alterazione sistematica delle mie posizioni, soprattutto per quanto riguarda il testamento biologico». Francesco Rutelli non accetta che lo si dipinga come intenzionato a spaccare il Pd o sottomesso alle posizioni del Vaticano sul testamento biologico. E per questo convoca una conferenza stampa, al fine di chiarire le proprie posizioni. «È intollerabile - dice l’ex sindaco - presentare la mia posizione in modo distorto, strumentale e fazioso. Secondo me il Pd deve garantire che, se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esercitare. Non voglio passare per uno che strappa, rompe, divide e peggio persegue secondi fini e strategia politiche di scissione o che rispondano a poteri esterni alla politica come ad esempio il clero. Ogni posizione - chiede Rutelli - deve essere legittima». PARI DIGNITA’ - L’ex leader della Margherita ha presentato un emendamento al disegno di legge della maggioranza sul cosiddetto testamento biologico che si distingue da un altro emendamento del Pd e che, escludendo la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione nelle dichiarazioni anticipate di trattamento, lascia «l’ultima parola» al medico. «L’idea che questa proposta venga spacciata per la posizione di chi vuole ingraziarsi il clero o come una strategia politica tesa a dividere il Pd è indecente», ha detto Rutelli. Il Partito democratico, ha aggiunto, «deve garantire che, se ci sono posizioni diverse, esse vengano esercitate. O c’è pari dignità di opinioni o c’è dispari dignità». Nel corso della conferenza stampa Rutelli ha tirato fuori da una cartellina le copie odierne dell’Unità e del Manifesto ed ha citato più volte le ripetute critiche a lui indirizzate dal quotidiano diretto da Concita De Gregorio.
Appunti di un anonimo italiano
25/2/2009
