26/2/2009
Da qui la nostra modesta proposta: un’alleanza che veda da una parte i cittadini che non fanno politica in modo professionale, e che però nell’emergenza che vive il paese decidono di impegnarsi attivamente e in prima persona nelle elezioni per il parlamento europeo, e dall’altra il partito di Di Pietro, che sembra l’unica opposizione oggi esistente. Una sola lista, ma con due simboli appaiati, per rendere evidente l’assoluta novità. Un’alleanza tra persone che non hanno «le carte macchiate», come si diceva un tempo in Sicilia. Del resto fu Berlinguer a parlare di un “partito degli onesti”. Una lista autonoma della società civile non è infatti tecnicamente possibile, data l’attuale legge elettorale, che prevede una raccolta di firme in tutte le regioni, con soglie raggiungibili solo se si dispone di un apparato nazionale di funzionari. Antonio Di Pietro, discutendo con noi nella tavola rotonda appena pubblicata dalla rivista MicroMega, ha dichiarato la disponibilità di principio del suo partito, e si è spinto anzi a quantificare in un 70% la quota di candidati che dovrebbero essere scelti dalla società civile. Le elezioni europee, oltretutto, sono l’occasione migliore per consentire ai cittadini (stanchi delle nomenklature di partito) di esprimere dei rappresentanti esterni alle burocrazie tradizionali.