ROMA - Niente più virus, che possono provocare anomalie pericolose, ma navette molecolari più sicure per trasportare nelle cellule adulte il cocktail di geni che le fa tornare “bambine”. E’ la prospettiva aperta da due ricerche condotte in Gran Bretagna e in Canada, pubblicate nell’edizione online di Nature e accolte nel mondo scientifico come “un indubbio passo in avanti”, “una prova di principio” della possibilità di trasformare cellule adulte in cellule staminali pluripotenti, ossia in grado di svilupparsi in più direzioni per formare organi e tessuti di tipo diverso. Le cellule “bambine” ottenute senza passare per l’embrione, le cosiddette cellule pluripotenti indotte (Ips) sono state ottenute nel 2006 e hanno avuto un impatto rivoluzionario. Tuttavia il loro uso è rimasto chiuso nei laboratori a causa dei rischi di anomalie nello sviluppo cellulare legate all’uso di virus “disarmati”, usati come navetta per veicolare nella cellula i fattori di riprogrammazione.
Appunti di un anonimo italiano
2/3/2009
