Attualmente le staminali possono curare un’ottantina di malattie, dalla leucemia ai linfomi. In futuro, forse, molte altre. Un po’ per effetto tv del dottor House, che ha reso la scienza d’Esculapio più miracolosa di Lourdes, un po’ per il passaparola, oggi sono di gran moda. Prelevarle dal cordone ombelicale è facile e non è rischioso. Conservarle nel gelo costa relativamente poco, qualche migliaio di euro. E così mamme&babbi vip, ma anche molti anonimi genitori felici del lieto evento, decidono sempre più spesso di mettere in frigorifero quelle cellule per il futuro dei pargoletti, nel caso che un giorno possano averne bisogno per riparare il corpo malato. Tutto perfetto? Non proprio. Il miraggio del business, l’umana speranza e la legge, hanno creato un piccolo Far West. Per intercettare l’affare sono nate aziende che, come ha recentemente accusato l’ex ministro Sirchia, «vendono illusioni». «Ma noi siamo chiarissimi - dice Mucci - spieghiamo ai clienti quali sono le attuali certezze della scienza, e quali le semplici speranze del futuro. Su un punto, però, Sirchia ha ragione: in questo settore operano personaggi poco seri. Dato che in Italia non si possono conservare le staminali a pagamento, le società nate in Italia si affidano a banche estere, che magari subappaltano ad altre, e ad altre ancora. E magari per risparmiare sui costi finiscono nell’estremo oriente. Nel giorno in cui i genitori avranno bisogno di quelle cellule, a chi si rivolgeranno? Le banche italiane sono virtuali, semplici sportelli o siti web, non danno nessuna garanzia diretta della conservazione del delicato materiale».
Appunti di un anonimo italiano
2/3/2009
