È salita sul palco, ha fatto la spiritosa e poi ha detto «vengo dalla città che ha accolto Eluana Englaro». Ha poi comunicato a Franceschini che aveva due-tre cose da dirgli. Ha poi zittito i delegati distratti. Ha preso a sberle i dirigenti del Pd «incapaci di avere una linea unica». Li ha criticati per aver lasciato a Di Pietro «temi che ci appartengono come il conflitto di interessi e la questione morale». Ha ripreso a pedate i vertici Pd («segretario, te lo dico con grande semplicità») per aver sostituito Ignazio Marino con la teodem Dorina Bianchi. Ha proposto referendum consultivi sulle questioni importanti («a maggioranza, se necessario lasciando a casa qualcuno»), e indicazioni dalla base sui candidati. Ha rischiato la standing ovation con il suo «non ci possiamo riconoscere in un Paese dove la sicurezza è affidata a politicizzati che fanno gli sceriffi, gli immigrati sono trattati da criminali, non si investe nella scuola nell’università e nella ricerca, si invita a superare la crisi economica prendendola con allegria».
Appunti di un anonimo italiano
26/3/2009
