ROMA - “Abbiamo lavorato tre anni nel Pd sulle questioni etiche, ciascuno ha dovuto transigere rispetto alle proprie posizioni iniziali, fare un passo indietro, arrivare a una “transazione” politica. E ora, sul testamento biologico voi cattolici fate come se niente fosse. Allora li abbiamo buttati al vento questi anni, rifiuto di credere che sia così, che l’asse politico, la mediazione siano ignorati”. Anna Finochiaro è di umore nero. Nella riunione dei senatori, convocata alle otto del mattino, la partita tra le due famiglie del Pd - i cattolici e i Ds - si trasforma in una prova di forza. La capogruppo Finocchiaro si sfoga. Ce l’ha con Franco Marini, con la strategia dei cattolici che continuano a gettare ponti al centrodestra. In nome di cosa? Della loro fede, ma dov’è la laicità della politica? Del totem-Bagnasco, ovvero dell’obbedienza ai vescovi?
Appunti di un anonimo italiano
26/3/2009
