ROMA - Nell’Aula del Senato (dove alle 18 è in programma il voto finale sul ddl Calabrò in vista del passaggio a Montecitorio) è scontro sul biotestamento, dopo il via libera all’articolo che riguarda la forma e la durata della «dichiarazione anticipata di trattamento». Con il sì all’articolo 4 è passata, infatti, una modifica sostanziale alle legge, che cancella, di fatto, il carattere vincolante per i medici delle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat) firmate dai malati. È stato accolto un emendamento dell’Udc, a prima firma del senatore Fosson, che modifica il primo comma dell’articolo e questa scelta ha scatenato una bagarre in aula. L’opposizione ha accusato la maggioranza di aver «svuotato la legge» che ruota proprio sul concetto del testamento da parte del malato che vuole evitare l’accanimento terapeutico.
Appunti di un anonimo italiano
26/3/2009
