ROMA - Un testo, quello sul biotestamento votato dal Senato, più da Stato etico che laico. Le parole “avvelenate” di Gianfranco Fini, pronunciate sul palco al congresso fondativo del Pdl, suscitano un nuovo, acceso dibattito su un tema rovente, con reazioni differenti all’interno dello stesso partito. E il parere del presidente della Camera pesa, in vista del prossimo passaggio del ddl a Montecitorio. Per Denis Verdini, coordinatore di Forza Italia, Fini ha fatto un suo ragionamento. “Su questi temi non c’è dottrina nè verità. Si possono fare errori”. Al Senato, dice ancora, c’è stato “un eccessivo irrigidimento della norma e penso che alla Camera la stessa maggioranza potrà correggere questi aspetti”. Pieno sostegno da Altero Matteoli: “Fini si è soffermato con coraggio sull’aspetto laico dello stato: condivido pienamente quello che ha detto sul testamento biologico”, ha detto il ministro per le Infrastrutture.
Appunti di un anonimo italiano
29/3/2009
