30/3/2009
Le parole berlusconiane sono state una “delusione” per l’ex leader di An. Nessun riferimento al testamento biologico, neanche un secondo speso sul referendum elettorale. Nemmeno una “risposta concreta” sul percorso riformatore. Aspetto, quest’ultimo, che ha più colpito il presidente della Camera. Il quale, al contrario, scommette sulla revisione della seconda parte della Costituzione e sul dialogo con l’opposizione. La mano tesa del premier viene giudicata “fin troppo timida”. Stesso discorso per quanto riguarda i tre quesiti elettorali. “Comprensibile la prudenza con la Lega - è il ragionamento dei finiani - ma almeno un accenno lo poteva fare”. Anche sul biotestamento, “l’amico Gianfranco” avrebbe preferito una esplicitazione di quel “patto segreto” a favore di un rinvio a settembre del provvedimento approvato al Senato. “Così insomma - è la sintesi di Fini - non va”.