All’origine della scelta: motivazioni di comodità («il centro di accoglienza dista un paio di chilometri dalla borgata») e di sicurezza («tra immigrati e residenti la convivenza è degenerata in risse»). Ma l’associazione delle Comunità straniere in Italia accusa: «L’apartheid non è la soluzione». E il governatore della Puglia Nichi Vendola interviene: «La linea, che ha il sapore della separazione, deve essere abolita al più presto». La sperimentazione della linea 24/1 era partita da alcune settimane, anche se con unico capolinea di partenza. Da lunedì il doppio-servizio entrerà in vigore insieme ai nuovi orari e alle modifiche di percorso. La decisione è stata difesa dal sindaco Orazio Ciliberti (centrosinistra): «Nessuna ragione di razzismo ma l’opportunità di creare un servizio migliore: si evita a ospiti del centro, civili e forze dell’ordine di fare due chilometri in più per raggiungere la fermata di Borgo Mezzanone. Nessuno impedisce agli immigrati di prendere l’altra linea». Ma il primo cittadino non nega che ci siano anche motivi di sicurezza alla base della decisione. Parla di attriti con la popolazione, del ferimento di un autista dei bus. E attacca: «Colpa del campo sovraffollato. Invece dei 200-300 immigrati che potrebbe contenere, ne ospita dagli 800 ai 1000». Immediata la replica del presidente dell’Acis Habib Sgaier: «L’Ataf ha cercato di risolvere il problema di alcuni extracomunitari violenti, se ci sono, in questo modo. Ma questa non è una soluzione. Una delegazione della borgata ci ha contatto per dirci che i residenti non hanno fatto alcuna richiesta».
Appunti di un anonimo italiano
3/4/2009
