5/4/2009
Non solo l’agricoltura ha bisogno di lavoratori stagionali, chiamati a raccogliere i pomodori della Puglia o le mele dell’Alto Adige. Con la crisi delle vocazioni c’è bisogno anche di preti chiamati da lontano per fare sì che dell’antico rito delle benedizioni pasquali non resti solo il ricordo. “Quando ho provato - dice don Roberto Bianchini, 68 anni, parroco in San Francesco d’Assisi - a visitare tutte le 2150 famiglie che sono sotto la mia cura, ho impiegato tre anni. Ci sono cento attività da seguire: gli scout, i Focolarini, i corsi per fidanzati, i pellegrinaggi� Ci sono le visite agli ammalati. Una volta in una parrocchia come questa c’era almeno un cappellano ma ormai da decenni sono solo. E’ per questo che ho pensato ai preti polacchi. Sono tanti, sono giovani e pieni di entusiasmo. Quest’anno ne ho chiamati cinque. Con le offerte dei fedeli portano anche a casa un po’ di soldi, così possono continuare gli studi. Frequentano le università di teologia a Roma poi torneranno nella loro diocesi polacca, Drohiczyn, a insegnare in seminario”.