Un’ora di vertice fra Berlusconi e i vertici della Lega per chiarire il nodo della sicurezza. Ieri la Camera, approfittando del voto segreto, aveva affossato un punto cruciale del decreto, quello che proroga la permanenza degli stranieri nei Cie da due a sei mesi. Era stato il secondo schiaffo al Carroccio, dopo la marcia indietro forzata sulle ronde, escluse dal decreto e inserite nel ddl, una marcia indietro sottoscritta dal ministro Maroni «per responsabilità». Il giorno dopo la rabbia di capigruppo e militanti, però, arriva una schiarita. Dal summit di Palazzo Chigi fra il presidente del Consiglio, Bossi, Maroni e Calderoli filtrano voci di un’intesa, la stessa auspicata nella tarda serata di ieri sera dal Senatur, sulla blindatura del provvedimento. Una richiesta di fiducia all’aula che permetterebbe all’intero pacchetto di realizzarsi nella versione originale.
Appunti di un anonimo italiano
9/4/2009
