ARCI - Anche l’Arci afferma che «l’idea del ministro Tremonti di dare la possibilità, nella prossima dichiarazione dei redditi, di destinare il 5 per mille agli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto, è inutile e dannosa». Lo dichiara in una nota il presidente nazionale Paolo Beni. «Per fare chiarezza sulla proposta - sottolinea - va innanzitutto detto che il 5 per mille non è una tassa aggiuntiva di scopo. Quei fondi sono già destinati al mondo dell’associazionismo, del volontariato e della ricerca scientifica. Quindi non si tratterebbe di risorse nuove, ma del semplice spostamento di soldi già previsti per iniziative sociali». REAZIONI - La proposta di Tremonti non piace neanche al Pd. «È una proposta indecente e anche un po’ schizofrenica - afferma il senatore Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente - speriamo che venga abbandonata come altre idee balzane proposte dal questo governo». Insorge anche l’Udc: «Destinare il 5 per mille o l’8 per mille alle popolazione colpite dal terremoto in Abruzzo è un errore - spiegano Lorenzo Cesa e Pier Ferdinando Casini - si finirebbe per penalizzare quel volontariato che si è immediatamente attivato per fronteggiare l’emergenza ed è stato fin dall’inizio presente sul territorio». E l’ipotesi provoca qualche malumore anche all’Interno del Pdl. Attraverso un intervento pubblicato su “Libero”, il deputato Giancarlo Lehner chiede che all’Abruzzo siano dati i fondi della Chiesa: «Sarebbe più logico concentrarsi sul pozzo di San Patrizio dell’otto per mille». Anche i radicali sottolineano che l’otto per mille ammonta a «un miliardo circa di euro». La senatrice Donatella Poretti spiega «che il 60% degli italiani non mette alcuna preferenza nella denuncia dei redditi, circa 37% scrive Chiesa Cattolica, che finisce con il prendersi così il 90% dell’ammontare complessivo». Soldi «che potrebbero essere facilmente utilizzati per la ricostruzione dell’Abruzzo, basterebbe - sottolinea Poretti - che il governo si prendesse tale impegno pubblicamente e chiedesse agli italiani di fargli fiducia nella denuncia dei redditi con una firma».
Appunti di un anonimo italiano
15/4/2009
