Il vertice della tv di Stato aveva censurato il programma, chiedendo un’azione «riparatrice» da parte della redazione. E aveva preso provvedimenti contro il disegnatore toscano - colpevole di aver realizzato una vignetta considerata troppo offensiva per l’associazione tra il piano casa del governo e le vittime del terremoto - decidendo di sospenderlo per una puntata. Il Pdci, con Jacopo Venier, definisce quella che ha colpito Vauro una «epurazione, un’operazione fascista» e parla di «timidezza imbarazzante» sulla vicenda da parte del Pd. Ma è proprio un ex parlamentare ulivista, il sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente, a parlare di «messaggio sbagliato» da parte della trasmissione. «Vauro, con le sue vignette, non ha capito il nostro dolore» dice Cialente in un’intervista al Messaggero. «Santoro - aggiunge il primo cittadino ha cercato di far passare l’immagine di una città di cartone, di amministratori che non conoscono lo stato delle strutture che governano, di un’Italietta di provincia che qui non esiste». Ma Cialente, pur in collegamento, non era stato interpellato: «Non si può sollevare sospetti così gravi e lasciarmi lì senza poter dire nulla. Santoro fa un’informazione così, e a me non piace». Il leader del Pd, Dario Franceschini, aveva ammesso mercoledì di non apprezzare la trasmissione di Santoro, ma di essere comunque contrario ad ogni forma di censura. Solidarietà a Santoro è stata espressa con un telegramma anche dal sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, che è anche presidente nazionale dell’Associazione dei comuni italiani (Anci).
Appunti di un anonimo italiano
16/4/2009
